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Foto lavori Centro di riabilitazione |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 18 Gennaio 2010 11:58 |
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Ecco le prime foto dei lavori del
"Centro di riabilitazione di Wangingombe"



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Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Gennaio 2010 12:23 |
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Tanzania - Il diario di Andrea |
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Scritto da Stefano
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Venerdì 15 Gennaio 2010 17:42 |
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Parlare dell’Africa è sempre estremamente complesso, si ha come l’impressione di ricalcare quei luoghi comuni che tutti in un modo o nell’altro conoscono da sempre. È difficile perché anche soltanto per interiorizzare quello che stiamo vivendo ci vuole molto tempo, noi stessi fatichiamo a rendercene conto e continuiamo...a stupirci ogni giorno del sole che abbaglia e illumina ogni cosa di una luce unica, della luna che si completa “alla rovescia”, della terra rossa che tutti i giorni ci macchia le scarpe, degli ananas che sanno di ananas e dei canti swahili che accompagnano ogni momento della giornata, dall’alba al tramonto. L’incontro con l’Africa è un processo che si realizza lentamente, il tempo si dilata e ci si accorge di quello che si sta facendo solo gradualmente. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è un impatto violento perché l’Africa ti accoglie come se ti stesse aspettando da sempre, la dimensione temporale è unica, lo si nota in particolar modo la sera quando il sole comincia a tramontare, in pochissimo tempo il cielo si colora di un rosso intensissimo spegnendosi subito dopo in una cascata di stelle e allora il silenzio ti circonda e tu come un atomo dell’universo ti lasci pervadere dal tutto divenendo una sola cosa con la notte africana.L’arancione acceso del sole al tramonto mi riporta al nostro primo incontro con il villaggio Tumaini. Scesi dall’autobus dopo un estenuante viaggio di 12 ore, ci ritroviamo circondati da decine di bambini desiderosi di aiutarci anche a costo di portare una valigia che potrebbe tranquillamente contenerne un paio. Dall’altra parte della strada i ragazzi più grandi, le cui figure si frappongono fra noi e il sole all’orizzonte. Ad accompagnare questo momento ci sono i canti delle mami che risuonano ancora adesso nelle mie orecchie. Un’accoglienza migliore non avrei potuto immaginarla, è stato un momento unico, vedere le facce e la gioia nei loro volti, sentire finalmente l’odore e i suoni della terra che ci ospiterà per un anno, ritrovarsi circondati da bambini che ti prendono la mano come se ti avessero lasciato un’ora prima, accorgersi dei loro sguardi curiosi che ti squadrano infinite volte, sono momenti indescrivibili che bisogna vivere per poter capire.Scrivo dalla casa dei volontari del villaggio Tumaini un centro orfani nella regione di Iringa, nella zona sud-ovest della Tanzania. Da ormai un mese siamo in Africa come volontari in servizio civile e dopo quattro settimane spese per imparare la lingua ci affacciamo finalmente su quello che sarà il nostro lavoro per i prossimi undici mesi. In quattro rimarremo fissi in questo centro per lavorare con i bambini orfani facendo assistenza in asilo, ripetizioni pomeridiane, attività serali e tutto ciò che potrà essere necessario. Gli altri quattro volontari si sono ormai trasferiti a Wanging'ombe, dove seguiranno un centro diurno per persone disabili e la costruzionedi un secondo centro in grado di fornire maggiori servizi ed ospitare più persone.
Andrea Baccarini - Tanzania |
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Scritto da Stefano
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Giovedì 03 Dicembre 2009 10:59 |
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15/11/09 – MAROUA (Cameroun) – Isac ha quindici anni, da più di cinque vive in strada, i trafficanti di bambini lo avevano condotto qui dalla Nigeria con l’intento di rivenderlo come schiavo in Chad, ma lui è riuscito a fuggire, a liberarsi di loro, e ora vaga senza metà tra le strade polverose della città. Tra una sigaretta e una sniffata di colla, tra un furto e una bagarre con i compagni le sue giornate passano anonime, senza un progetto, senza una speranza per il futuro. Come lui ce ne sono molti, si chiamano Amadou, Bayang, Sekvou: qualcuno è stato rapito, qualcuno è stato abbandonato, qualcuno è fuggito per sottrarsi alle violenze dei propri familiari, qualcuno semplicemente cercava la propria libertà.
Siamo a Maroua, capoluogo dell’omonima provincia all’interno della regione dell’estremo nord del Cameroun. La città – oltre 350mila abitanti – è l’ultimo importante centro prima di raggiungere il confine con il Chad, distante circa centocinquanta chilometri. Qui si concentrano tutti i traffici leciti e illeciti del grande nord camerunese, da qui i prodotti e le merci acquistati a buon mercato nella vicina Nigeria vengono tradotti verso la frontiera chadiana, dove mercanti ed avventurieri continuano a fare ottimi affari.
In questo contesto lavora dal 2002 l’associazione “Bienvenue les Enfants”, cercando di sottrarre i ragazzi alle insidie e ai pericoli che la strada nasconde. Grazie all’intervento di Padre Danilo e della Fondation Bethléem che sostiene l’associazione ho la possibilità di vedere con i miei occhi il lavoro svolto dall’associazione, di conoscere personalmente i ragazzi e di provare a capire il loro vissuto, i loro problemi, le loro speranze. L’associazione invita i ragazzi nel proprio centro ogni sabato, qui si da loro la possibilità di lavarsi e di pulire i propri vestiti, gli si offre un pasto caldo, si discute insieme su problemi quali igiene, droga, traffico di bambini. Oggi i ragazzi sono circa una ventina, tutti sono molto divertiti dalla presenza di un nazara (uomo bianco), si scambiano battute e sorrisi che l’operatore Ousmane decide di non riferirmi. Terminato il pasto subito si disperdono a piccoli gruppetti, pronti a riprendere le proprie attività.
Il lavoro dell’associazione non si limita solo a questo: ogni giorno, ogni notte Ousmane torna in strada a cercare i propri ragazzi, si informa su come è andata la giornata, si preoccupa delle loro condizioni di salute, li invita a rivolgersi a lui per ogni tipo di problema. “I mezzi – mi spiega – sono pochi, ma nonostante questo siamo riusciti nel tempo a vaccinare quasi centocinquanta ragazzi contro la tubercolosi, abbiamo riportato sulla giusta strada parecchi ragazzi che si stavano perdendo sotto i fumi dell’alcool e della droga, abbiamo bloccato e fatto arrestare i trafficanti di un gruppo di ragazze che stavano per essere condotte in Chad con lo scopo di essere poi vendute in Arabia Saudita come schiave del sesso”.
Rimango d’accordo con Ousmane per fare insieme il solito giro di ogni notte. Prendiamo una moto taxi e ci dirigiamo verso il Domayo, il quartiere della movida cittadina. Camminando sull’unica via illuminata, li incontriamo quasi tutti: c’è chi lavora nei banchi di venditori di carne ambulanti, chi rovista nella spazzatura cercando bottiglie di plastica che laverà e rivenderà, chi elemosina tra i tavoli dei locali. Finito il giro ci sediamo per prendere una birra, la nostra giornata è finita e tra poco rientreremo ognuno nella propria casa. Per loro invece no, loro continueranno fino a tarda notte nella speranza di rimediare quanto più lavoro possibile, poi esausti cercheranno un posto per riposarsi, così, senza un tetto, “à la belle étoìle”.
Riccardo Romano |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Dicembre 2009 11:34 |
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Scritto da Stefano
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Martedì 13 Ottobre 2009 14:46 |
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ECCO I NOSTRI VOLONTARI!
Giovedì 8 ottobre sono cominciate le partenze.
Giunti a destinazione cominceranno ad opeare nei nostri progetti in Tanzania, Camerun, Brasile e Argentina.


GRUPPO AFRICA GRUPPO SUD AMERICA |
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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Ottobre 2009 15:43 |
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Scritto da Stefano
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Mercoledì 30 Settembre 2009 11:23 |
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E' iniziata la formazione dei 28 volontari in Servizio Civile che operreanno nei nostri progetti nel Sud del Mondo. Alla volta del Sud America partiranno 17 volontari, mentre nei nostri progetti in Tanzania e Camerun opereranno 10 volontari. Il presidente e lo staff di Comunità Solidali Onlus augurano a tutti una splendida esperienza. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Ottobre 2009 14:41 |
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Brasile - Il diario di David |
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Scritto da Stefano
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Mercoledì 03 Giugno 2009 16:14 |
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In Valtiberina Toscana, la mia terra, si usa chiamare "Gnaspo" una persona, o anche un animale, che si considera bello, e soprattutto simpatico, proprio in virtù della sua bruttezza momentanea. Ecco, qui a Jardim Primavera c'è un bambino che partecipa all'attività di lettura avviata dal progetto e momentaneamente portata avanti dal sottoscritto. Ecco, quel bambino è proprio un Gnaspo a tutti gli effetti: 6 anni, due incisivi superiori mancanti, muco nasale in abbondanza, andatura demarcata da una capriola ogni 4 passi. In un primo momento abbiamo consigliato alla sorella di accompagnarlo all'attività del giovedì, insieme ai bambini della sua età, invece che a quella del lunedì. Risultato: ora viene sia il lunedì che il giovedì, presentandosi alla sede del progetto con un'ora di anticipo, in quanto la sorella deve andare a scuola. Giovedì scorso allora, nell'ora in cui aspettavamo gli altri bambini mi ha voluto aiutare a caricare dei mattoni nella macchina e poi abbiamo letto un po' insieme solo io e lui, visto che ancora non sa leggere. Arrivati gli altri bambini abbiamo cominciato l'attività e dopo un po', vedendolo in disparte con un libro aperto in mano, mi sono avvicinato e lui mi ha detto: "Sai zio David, prima non sapevo leggere e ora si, senti..." e ha cominciato a mettere insieme un po' delle storie che avevamo letto insieme agli altri. Allora io gli ho detto: "Gnaspo, è bella questa storia, ma sei sicuro che c'è scritto proprio questo?" e lui" beh, zio, io IMMAGINO ci sia scritto questo, poi sei tu che mi devi dire se è giusto o no, sennò cosa ci stai a fare?
Palla in rete.
GNASPO-DAVID 1-0
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Scritto da Stefano
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Mercoledì 17 Giugno 2009 10:34 |
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"Partenze"ed arrivi...l'ultimo approdato alla Fondazione Bethleem è Justin, un "petit vieu" di circa 2 o 3 anni, non si sa l'età precisa ma ha tutti i denti e lunghi piedi, il corpicino gracile, l'altezza di un bambino di 1 anno con il pancione gonfio ed una buffa espressione da anziano signore che nella sua vita ne ha passate tante. E' arrivato lunedì e mi è piaciuto subito, non sarà difficile affezionarmi a lui, non dice una parola e miagola come un gattino! Conosciamo poco della sua storia, quanto basta per capire che la sua triste espressione ed il suo comportamento insofferente non siano sintomo di malattia. Abitava in un villaggio nella zona di attività dell'RBC e l'agente che vi lavora l'ha trovato dopo X giorni che viveva solo, in una grande stanza in compagnia dei polli, a fianco della casa del padre e della matrigna...dove sua madre l'ha abbandonato. L'altro ieri l'ho portato in ospedale per delle analisi di controllo ed il dottore, dopo avergli raccontato la storia, ha scosso la testa dicendo che "l'uomo a volte è uno strano animale", "mi perdoni...l'uomo a volte è un animale terribile". Tutto ciò è disumano e "disanimale". Le analisi sono buone, è un po anemico ed evidentemente denutrito...gli piace un sacco mangiare, ride quando lo si fa cascare a testa in giù e adora appiccicarsi al petto aggrappandosi con le sue manine alla maglia. Forse ha il "mal di vivere", come dargli torto.... Ma ogni volta che si gioca con lui o lo si fa ridere sembra guarire!
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Inaugurazione centro di aggregazione sociale in Tanzania |
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Inaugurato
il centro di aggregazione
sociale
per bambini disabili in
Tanzania
con il contributo dei giovani in servizio civile del CESC-Project"
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