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Torna CHUKUANA, ripensare la cooperazione internazionale nel disordine mondiale

Torna CHUKUANA, ripensare la cooperazione internazionale nel disordine mondiale

6 Ottobre 2025

Abbiamo alle spalle decenni di cooperazione internazionale fra Nord e Sud del mondo, che hanno prodotto importanti risultati globali nella lotta alla povertà estrema e nell’accesso a servizi e infrastrutture. Eppure, nonostante gli indubbi successi, il rapporto fra questi due mondi così complessi e variegati porta con sé, ieri come oggi, problematiche e criticità che rendono quella della cooperazione allo sviluppo una delle sfide più impegnative e articolate. Ancor più oggi, in un nuovo contesto mondiale fatto di situazioni inedite che richiedono, sia dal punto di vista teorico sia da quello estremamente pratico, un’attenta valutazione e una profonda riflessione.

Due anni fa, Comunità Solidali nel Mondo avviava una riflessione sulla decolonizzazione dell’intervento nella cooperazione allo sviluppo. Decolonizzare – si diceva in sintesi – significa pensare e agire con uno sguardo ripulito dagli errori del passato, capace di valorizzare le esperienze di base con le comunità del Sud del mondo, rafforzando in tutti la volontà di aiutarsi reciprocamente. Sì, “aiutarsi a vicenda”. Che in lingua swahili si dice “Chukuana”, il titolo scelto per questa iniziativa che arriva ora alla sua seconda edizione, prevista a Roma per il prossimo 30 ottobre 2025 alle ore 16,30 presso la Casa del Municipio I in via Galilei 53.

Il confronto con studiosi, esperti e rappresentanti delle realtà impegnate nella cooperazione vuole essere ancora un’occasione preziosa per comprendere meglio l’evoluzione delle relazioni fra il Nord e il Sud globale, quali sensibilità si stanno sviluppando e come è possibile – insieme – dare risposte ai bisogni delle popolazioni.

Nei singoli Paesi del Vecchio continente si osservano spinte prepotenti a enfatizzare le priorità degli interessi nazionali con una diffusione di approcci dogmatici e ideologici che mettono in discussione la stessa possibilità di dialogo tra Nord globale e Sud globale. Questa “rinazionalizzazione”, che peraltro – con le dovute differenze – è una tendenza in corso anche nel Continente africano, mina alla base il valore della responsabilità collettiva per la costruzione di un futuro di pace, possibile solo grazie al superamento delle notevoli diseguaglianze a livello mondiale.

In questo contesto, reso ancora più articolato e intricato dall’attuale situazione geopolitica mondiale, caratterizzata non solo da guerre e conflitti ad alta o bassa intensità ma anche da un rapido mutamento dei rapporti esistenti fra i vari attori in campo, resta vivo e cruciale il ruolo delle realtà del Terzo settore, quelle che “fanno” la cooperazione, la vivono e la realizzano. Realtà che sanno valorizzare le esperienze di base e che consegnano, una volta di più, ai decisori politici l’urgenza di una reazione sociale e culturale agli aspetti negativi della globalizzazione.

Di tutto questo, e di quanto possono fare le organizzazioni della cooperazione internazionale, si parlerà a “CHUKUANA – Nuove barriere alla cooperazione tra nord e sud?” nel pomeriggio del 30 ottobre. L’ingresso è libero.

È gradita l’iscrizione compilando questo modulo

Gli interventi partiranno con un’introduzione del presidente di Comunità Solidali nel Mondo, Michelangelo Chiurchiù, che poi modererà la tavola rotonda con esperti del settore. Il tema delle radici e delle cause delle fratture attuali fra Nord e Sud globale sarà affrontato da Gianni Ruocco, docente di Storia del pensiero politico e di Pensiero politico della colonizzazione e della decolonizzazione all’Università di Roma La Sapienza, mentre il direttore scientifico di ASviS, Enrico Giovannini (già ministro dei governi Letta e Draghi) porterà il proprio punto di vista sulla visione complessiva della realtà sociale e politica del Nord nelle sue relazioni con il Sud globale. A Mario Giro, professore di Relazioni internazionali all’Università di Perugia (e in passato viceministro degli Esteri), il compito di approfondire il Piano Mattei, la strategia italiana di cooperazione internazionale rivolta all’Africa, lanciata dal governo Meloni nel 2023, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo condiviso, sostenibile e non predatorio tra Italia, Europa e i paesi africani.

A proposito di Africa, Blandina T. Mmbaga MD, direttrice del Kilimanjaro Clinical Research Institute (KCRI, uno dei principali poli di ricerca clinica dell’Africa orientale, con sede in Tanzania), illustrerà quale tipo di sensibilità si sta sviluppando nel Sud del mondo, e di conseguenza quale attenzione sia necessario sviluppare da parte dei nostri organismi sul lavoro e nella progettazione alla Cooperazione affinchè sia realmente condivisa.

Il punto di vista delle organizzazioni della società civile sarà rappresentato da Francesco Petrelli (Oxfam Italia), che rifletterà sul “ripensare la cooperazione della società civile nel nuovo disordine mondiale”, da Ivana Borsotto (Presidente FOCSIV), la quale si soffermerà sulle sfide della Cooperazione Internazionale, e dal presidente di AOI (la Rete Nazionale delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale) che tratterà meglio degli stimoli che possono essere trasmessi ai decisori politici a partire dall’esperienza concreta sul campo.

Una riflessione dunque a tutto tondo, che promette di offrire spunti operativi, visioni strategiche e nuove prospettive per rilanciare il ruolo della cooperazione internazionale in un mondo attraversato da crisi, transizioni e opportunità condivise.

In attesa del 30 ottobre, qui puoi trovare tutto sulla prima edizione di CHUKUANA

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