
UHURU, progressi di autonomia al femminile
Un’esperienza positiva di sensibilizzazione e promozione del ruolo della donna in un’ottica di autonomia ed empowerment femminile, ottenuto con una formazione sulla parità di genere e sulla presa di consapevolezza dei ruoli di genere tradizionali, sulla lotta alla violenza online e con un accompagnamento positivo all’imprenditorialità e all’inclusione lavorativa. Tutto questo in Tanzania. Sono alcuni dei risultati del progetto “UHURU – Autonomia ed empowerment femminile”, finanziato anche grazie ai fondi dell’8×1000 della Chiesa Valdese, e attuato a Mbeya. Un progetto pensato anzitutto per le madri dei bambini con disabilità presi in carico dai Centri SIMAMA, affinché – con il rafforzamento delle attività del gruppo impegnato nella realizzazione di oggetti dell’artigianato e del cucito – potessero conquistare autonomia economica e diventare protagoniste di un cambiamento culturale più ampio, capace di andare oltre le loro famiglie per raggiungere l’intera comunità.
Gli ultimi mesi del progetto hanno visto un’intensificazione delle attività rivolte sia alle beneficiarie dirette sia alla comunità più ampia, attraverso eventi, formazioni nelle scuole e campagne pubblicitarie che hanno portato il messaggio di UHURU ben oltre i confini dei centri di riabilitazione.
Le iniziative di formazione sulla parità di genere
Da segnalare, in particolare, come tra ottobre e novembre 2025, il progetto abbia condotto una campagna di sensibilizzazione sulla parità di genere in 15 scuole della regione di Mbeya, di cui 10 primarie e 5 secondarie, coinvolgendo 1.778 studenti (1.117 ragazze e 661 ragazzi). L’iniziativa ha affrontato alcuni temi cruciali come il rispetto tra studenti, l’analisi degli stereotipi di genere, la creazione di ambienti scolastici sicuri e l’inclusione degli studenti con disabilità nelle tematiche di genere. Attraverso discussioni interattive e momenti di confronto diretto le studentesse e gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi in un contesto sicuro e strutturato: è emerso così quanto fosse limitata comprensione della parità di genere (forte rigidità dei ruoli tradizionali) e perfino di conoscenze basilari sul ciclo femminile e sulle mestruazioni. Ugualmente, sul versante dell’inclusione sociale, non pochi ritenevano che gli studenti con disabilità dovessero frequentare scuole separate. La campagna ha cominciato a scardinare queste convinzioni, piantando semi di cambiamento che continueranno a crescere.

Sport e sensibilizzazione per il cambiamento sociale
Fra gli eventi, è da ricordare quello organizzato il 29 novembre 2025 in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con un appuntamento che ha trasformato lo sport in uno strumento di sensibilizzazione e cambiamento sociale. Un torneo sportivo che ha coinvolto quattro squadre miste di diverse zone della città all’insegna di uno slogan che invitava ad unirsi per eliminare la violenza online contro donne e ragazze, un fenomeno in crescita anche in Tanzania, soprattutto tra i giovani. Un’iniziativa che ha coinvolto anche le istituzioni locali (il comune, il commissariato di polizia) e che ha visto la partecipazione diretta di mille persone e un coinvolgimento tramite piattaforme online di altre 60 mila.
L’imprenditorialità al femminile
A proposito del gruppo delle madri impegnate nelle attività di cucito, e protagoniste del negozio avviato con l’obiettivo di sviluppare un’iniziativa imprenditoriale, il progetto ha consentito di estenderne la conoscenza con due iniziative pubblicitarie: in primo luogo un roadshow per le vie di Mbeya con un mini-truck brandizzato che ha diffuso musica e distribuito volantini per far conoscere la storia e i prodotti del negozio, mettendone in evidenza il valore sociale, e in secondo luogo la partecipazione di due donne – in rappresentanza dell’intero gruppo – ad un importante evento tenutosi a Dar es Salaam, nel corso del quale di fronte a un pubblico internazionale e cosmopolita è stato allestito uno stand dedicato per la presentazione e la valorizzazione del lavoro artigianale. I due eventi hanno permesso di raggiungere un vasto pubblico e di attrarre nuovi clienti, rafforzando la visibilità del negozio e sensibilizzando la comunità sull’importanza di sostenere le madri e il loro lavoro. Si è voluto trasmettere il fatto che il negozio non è solo un punto vendita, ma un simbolo tangibile di autonomia e dignità femminile.

Queste ed altre iniziative, come ad esempio la Campagna di sensibilizzazione itinerante attuata nelle strade di Mbeya nell’ottobre 2025 per far conoscere il ruolo dei Centri SIMAMA, o le specifiche attività di formazione all’imprenditorialità femminile, hanno dato nuova visibilità all’approccio comunitario attuato dai Centri stessi. Nei sette mesi di progetto, UHURU ha portato attività di formazione (legale, imprenditoriale, di genere) e specifiche azioni sul territorio (eventi, campagne, roadshow), ampliando la visibilità dei temi e garantendo il coinvolgimento degli stakeholder locali.
Uhuru, l’importanza della libertà
“UHURU” è una parola swahili che significa “libertà” o “indipendenza”. E’ un termine ampiamente utilizzato in tutta l’Africa orientale per descrivere la liberazione dal dominio coloniale. Questo progetto ha declinato la libertà e l’indipendenza su un triplice versante: economico (promuovendo l’imprenditorialità femminile), sociale (promuovendo la dignità delle donne) e culturale (dando elementi per valutare gli stereotipi di genere). Le madri del gruppo di cucito di Mbeya oggi non sono più solamente caregiver dei propri figli con disabilità, ma sono donne che incarnano il cambiamento, l’autonomia e l’indipendenza. Un’eredità che rimane e che rende più forte l’intera società tanzaniana.

