
Natale 2025, insieme costruiamo cura
Ci sono luoghi che, poco a poco, possono diventare “casa”: spazi in cui non si ricevono solo cure, ma anche ascolto, accompagnamento, dignità. In Tanzania, a Dar es Salaam e a Mbeya, i Centri di riabilitazione A. Verna – Kila Siku e SIMAMA rappresentano da anni un riferimento fondamentale per tante famiglie: offrono riabilitazione a bambini e adulti con disabilità, screening per la malnutrizione, trattamenti per l’epilessia. Servizi essenziali, spesso difficili da trovare nel Paese.
Ma accanto alla sofferenza fisica, ogni giorno emerge con forza anche un altro bisogno, meno visibile e altrettanto urgente: quello del sostegno psicologico, soprattutto per le mamme, spesso sole, stanche, esposte a stigma, stress, isolamento. È qui che nasce il cuore della nostra campagna di Natale 2025: raccogliere i fondi necessari per attivare nuovi servizi dedicati alla salute mentale, per trasformare sempre di più i Centri in spazi che non curano solo il corpo, ma anche le ferite interiori.
Shukurani lo sa bene. Vive a Uyole, a Mbeya, ed è la mamma del piccolo Gifty, nato prematuro con un ritardo globale dello sviluppo. Ogni giorno è una prova di resistenza: la casa, le cure, gli esercizi di fisioterapia, la paura per il futuro. Prima portava Gifty all’ospedale regionale, ma tra il costo del trasporto e delle terapie, tutto diventava quasi impossibile. Oggi può raggiungere il Centro di riabilitazione a piedi, in dieci minuti. Qui Gifty ha imparato a stare seduto. Qui Shukurani ha trovato altre mamme, operatori che ascoltano, una comunità che non giudica. “Qui pregano per me, mi incoraggiano a non mollare”, racconta. La sua fatica non è sparita, ma non è più solitudine.
A Dar es Salaam, Mama Nathan vive una storia diversa e simile insieme. Suo figlio è nato con paralisi cerebrale; entrambi i genitori sono sordi e la prima lingua del bambino è la Lingua dei Segni Tanzaniana. Nathan oggi affronta un doppio cammino: quello della fisioterapia, con il carrellino che lo sostiene passo dopo passo, e quello della comunicazione, tra segni e parole. Anche per questa famiglia il Centro Antonia Verna è diventato un punto di riferimento quotidiano. Ma la madre ha dovuto rinunciare al lavoro per seguire il figlio, e il peso emotivo della cura è continuo, profondo, spesso silenzioso.
Le storie di Shukurani, Gifty, Nathan e delle loro famiglie raccontano chiaramente che la cura non è fatta solo di terapie e farmaci. È fatta anche di ascolto, di sostegno emotivo, di relazioni che tengono insieme quando tutto sembra troppo pesante. Per questo, da questo Natale vogliamo fare un passo in più: aprire sportelli di ascolto psicologico, attivare percorsi di sostegno per le mamme, offrire servizi dedicati alla salute mentale a tutta la comunità.

Ma questo passo non è automatico. Perché questi nuovi servizi possano diventare realtà servono risorse, formazione, continuità. Servono persone che scelgano di esserci, anche a distanza.
La nostra campagna di Natale nasce proprio da qui: dal desiderio di costruire, insieme, luoghi che possano davvero diventare “casa”.
Spazi che accolgono. Spazi che scaldano. Spazi che accompagnano.
Non perché tutto sia già risolto, ma perché c’è ancora tanto dolore invisibile che chiede attenzione, ogni giorno.
Per questo il tuo aiuto oggi è fondamentale. Con la tua donazione puoi contribuire ad aprire nuovi spazi di ascolto, a sostenere mamme come Shukurani, a dare continuità al percorso di bambini come Gifty e Nathan.
Perché il dolore invisibile pesa quanto quello che si vede. E non può aspettare solo il Natale, ma ha bisogno di cura tutto l’anno.
DONA ANCHE TU.
Insieme, ogni giorno, costruiamo cura.


