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A Iyunga la stanza dei bambini rivoluziona l’attesa

A Iyunga la stanza dei bambini rivoluziona l’attesa

8 Aprile 2026

A Mbeya, bambini e caregivers raggiungono il Centro di riabilitazione di Iyunga molto spesso senza appuntamento, affidandosi così all’ordine di arrivo. Questo significa, per molti, trascorrere anche lunghi momenti in attesa del proprio turno. Ed è proprio osservando questa quotidianità che ha preso forma un’idea semplice ma significativa: trasformare il tempo di attesa in un’opportunità di crescita.L’iniziativa nasce dall’esperienza diretta di Eleonora e Paolo, due volontari del Servizio Civile Universale: la prima terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, l’altro fisioterapista. Frequentando il centro, hanno individuato come criticità i tempi di attesa prolungati e una limitata possibilità di stimolare competenze fondamentali come la motricità fine, le abilità cognitive e quelle prassiche. Bambini e caregivers attendevano infatti in uno spazio condiviso, poco strutturato e non pensato per rispondere ai bisogni evolutivi dei più piccoli. Da qui è nata la volontà di ripensare gli ambienti esistenti, senza stravolgerli, ma valorizzandoli.

La proposta è stata condivisa e, attraverso un percorso di confronto e collaborazione, è stata accolta positivamente. Fondamentale anche il coinvolgimento delle operatrici locali fin dalle fasi iniziali del progetto. Dopo un’attenta osservazione degli ambienti disponibili, è stata individuata una stanza da trasformare. E’ stata chiamata “Chumba cha watoto” (“La stanza dei bambini”). 

La progettazione si è concentrata sulla creazione di uno spazio accogliente, stimolante e facilmente accessibile: un’attività che ha coinvolto l’intero gruppo degli operatori volontari del Servizio Civile Universale presenti a Mbeya. Una parete è stata decorata per rendere l’ambiente più interessante e motivante (tutto il personale e parte dell’utenza hanno collaborato attivamente a dipingere e colorare, il tema scelto è stato quello del fondale marino), un’altra è stata attrezzata con attività pensate per sostenere lo sviluppo dei bambini: tavole sensoriali realizzate con materiali diversi (tessuti, spugne, pasta, riso) per favorire l’esplorazione tattile e strumenti per la motricità fine e le abilità prassiche, come allacciare, abbottonare, infilare e avvitare.

A completare lo spazio, un cartellone guida illustrato all’utilizzo delle attività, rendendole accessibili anche ai caregivers in modo autonomo. Giochi come memory, associazioni di colori, costruzione di torri e inserimento di gettoni offrono ulteriori possibilità di stimolazione.

Gran parte dei materiali è stata realizzata a partire da oggetti di recupero (bottiglie di plastica, cartoni, scatole) dimostrando come sia possibile creare strumenti efficaci anche con risorse limitate. Il progetto, infatti, non ha beneficiato di finanziamenti esterni. La stanza è stata infine dotata di tappeti morbidi e di un materassino, per garantire sicurezza e comfort.

La nuova stanza sensoriale ha introdotto un cambiamento concreto nella vita del centro. I bambini che attendono il proprio turno possono ora trascorrere questo tempo in un ambiente pensato per loro, utilizzando attività semplici ma mirate, capaci di sostenere lo sviluppo in modo naturale e coinvolgente. Anche per i caregivers il tempo di attesa assume un nuovo significato: diventa uno spazio di relazione, di osservazione e di partecipazione attiva. Il gioco condiviso rafforza il legame tra adulto e bambino e, allo stesso tempo, favorisce momenti di interazione tra pari. L’ambiente più tranquillo contribuisce inoltre a ridurre il sovraccarico emotivo: lontano dai pianti e dalle tensioni della sala principale, i bambini possono vivere l’attesa in modo più sereno.

Il riscontro da parte del personale, delle famiglie e degli ospiti presenti all’inaugurazione è stato molto positivo. La stanza è stata accolta con entusiasmo, come un miglioramento concreto e tangibile dell’esperienza all’interno del centro.

L’auspicio è che questo spazio possa essere utilizzato quotidianamente, diventando un punto di riferimento stabile per i bambini e le loro famiglie. Un luogo in cui crescere, sperimentare e costruire relazioni, ma anche uno strumento per sostenere i caregivers nel loro ruolo, rendendoliparte attiva del percorso terapeutico. Questo progetto dimostra come, anche in contesti con risorse limitate, sia possibile generare cambiamenti significativi, migliorando la qualità dei servizi e mettendo al centro i bisogni reali delle persone. A volte basta cambiare prospettiva e iniziare da ciò che si ha.

C’è in particolare un elemento che rende questa esperienza molto significativa. La “Chumba cha watoto” non nasce da un’attività prevista o strutturata a monte, ma dall’iniziativa spontanea dei volontari del Servizio Civile Universale, che hanno scelto di mettere a disposizione competenze, tempo ed energie per migliorare concretamente la qualità dei servizi del Centro. Nel corso del loro anno di servizio – che si concluderà nel giugno prossimo – questi ragazzi hanno contribuito in modo attivo al programma SIMAMA, non solo affiancando le attività quotidiane, ma proponendo soluzioni capaci di lasciare un segno nel tempo. La stanza dei bambini è anche questo: il risultato di uno sguardo attento e della volontà di prendersi cura, un passo in più che diventa valore condiviso per tutta la comunità.

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