Raccontare la Tanzania: prima parte.

A volte, quando ci confrontiamo con realtà anche solo geograficamente molto distanti da noi, possiamo avere qualche difficoltà nel comprendere gesti e comportamenti delle persone, così come le caratteristiche del luogo in cui vivono.

È per questo, per portarvi in modo consapevole nella realtà che i nostri cooperanti si trovano a dover vivere e gestire quotidianamente, che abbiamo deciso di farvi fare un viaggio con noi in Tanzania. Sarà un’avventura a tappe, in cui affronteremo tanti aspetti del meraviglioso Paese in cui operiamo e in cui scopriremo date importanti, curiosità, luoghi e avvenimenti.

Partiamo da un excursus storico che ci restituisce il quadro di una terra occupata e colonizzata per diverso tempo da diversi popoli: tra i primi ci furono arabi e persiani, dediti al commercio e molto interessati alle merci reperibili nel continente africano. La permanenza araba, che si protrasse per molto tempo, ebbe diversi effetti nel corso dei secoli: uno fra tutti fu la lingua, il kiswahili, nato proprio dalla commistione di lingua di origine bantu (usata dalle etnie locali), araba e indiana.

Alla fine del XV secolo, invece, furono i portoghesi ad arrivare in Tanzania: si stabilirono sulla costa perché i loro interessi erano legati alla ricerca e all’individuazione di basi logistiche da usare agevolmente nel commercio con le Indie. Furono diverse le basi portoghesi lungo la costa e restarono in opera fino alla fine del XV secolo: poco dopo, infatti, sia la costa che le isole passarono sotto il controllo del Sultano dell’Oman. A dare ancora più forza a questo controllo arrivò l’appoggio britannico: la Gran Bretagna, infatti, concesse il suo sostegno all’Oman, ricevendo in cambio l’abolizione della schiavitù in Africa Orientale. 

Sempre grazie al supporto della Gran Bretagna, il controllo sul territorio del Sultano dell’Oman si ampliò, arrivando per la prima volta nell’entroterra tanzaniano e non fermandosi alla costa e alle isole come era accaduto inizialmente.

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L’Ottocento fu il secolo delle grandi spedizioni: la Tanzania fu oggetto, come tutti i territori del continente africano, di spedizioni di scoperta compiute dagli europei. Se in passato erano stati i portoghesi, come abbiamo scritto poc’anzi, a colonizzare costa e isole tanzaniane, in questo periodo fu la Germania a essere protagonista di un’esplorazione significativa del territorio tanzaniano. In questo clima e nonostante le proteste del Sultano dell’Oman, la Tanzania continentale, denominata Tanganica, venne definitivamente assoggettata alla Germania. I tedeschi ne mantennero il controllo fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, unitamente a Ruanda e Burundi: nel 1885 era nata, infatti, l’Africa Orientale Tedesca. Un aspetto importante della dominazione tedesca fu quello legato allo sviluppo del Paese: l’influenza della Germania in questo caso fu importante perché contribuì al miglioramento delle infrastrutture e delle tecniche di coltivazione.

Con il secondo conflitto mondiale e la sconfitta tedesca, tuttavia, venne meno anche la sovranità della Germania sulle colonie africane e, mentre il Rwanda passò al Belgio, la Tanzania vide tornare la sovranità britannica che aveva accompagnato il periodo legato all’Oman.

Cosa sarà successo dopo?

Per continuare questo avvincente viaggio attraverso storia, cultura, tradizioni e territorio restate con noi: nel prossimo episodio parleremo di tutti quegli accadimenti che hanno portato la Tanzania a diventare il Paese che conosciamo oggi.

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Simama è un programma di cooperazione internazionale a favore di bambini e adolescenti con disabilità che si ispira alla Riabilitazione su base comunitaria (CBR), nella regione di Mbeya, Tanzania. L’obiettivo principale è supportare bambini con disabilità e le loro famiglie attraverso la riabilitazione motoria e cognitiva, inclusione scolastica, supporto psicologico e formazione sulla disabilità.

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I bambini con disabilità vivono segregati in casa, privati di ogni diritto o discriminati in classi speciali. La lotta contro la loro esclusione sociale non può prescindere dalla riabilitazione medico-sanitaria. Abbiamo avviato un centro di riabilitazione provvisto di palestra, studi medici, uffici e aule per la formazione, per dare risposte concrete e qualificate ogni giorno.

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INUKA è un progetto di cooperazione internazionale a favore di bambini e adolescenti disabili che si ispira alla Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC). abbiamo assicurato le cure riabilitative di oltre 2000 bambini e adulti con disabilità e sostenuto le loro famiglie attraverso programmi di microcredito e sostegno psicologico.

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