Raccontare la Tanzania: seconda parte.

Nello scorso appuntamento con il nostro viaggio nel meraviglioso Paese che ci ospita, la Tanzania, abbiamo affrontato tutte le tappe di un lungo excursus nella storia e nella politica tanzaniana, dalle origini fino al secondo conflitto mondiale. Oggi facciamo qualche passo in più, per scoprire cosa è successo fino ai giorni nostri.

Abbiamo lasciato la Tanzania sotto il controllo della Gran Bretagna: la svolta avviene nel 1954 quando Julius Nyerere, un istitutore cattolico, crea la TANU (Tanganyika African National Union). 

Qualche anno dopo, nel 1960, vince le elezioni e diventa Primo Ministro: la Tanzania conquista la sua indipendenza l’anno seguente e Nyerere diventa la personalità più famosa e importante del Paese in questa sua nuova veste. 

Parallelamente, Zanzibar è al centro di grossi sconvolgimenti: ottiene l’indipendenza due anni dopo, nel 1963, scoppiano molti tumulti e il sultano deve fuggire. Così, nel 1964 Tanganica e Zanzibar si uniscono e formano la Repubblica Unita di Tanzania.

Nyerere ebbe tra i suoi obiettivi quello di riformare la società tanzaniana nel suo profondo, cercando di sganciarne abitudini e impostazioni legate agli effetti del colonialismo: il suo progetto di rinnovamento, che interessava tutte le sfere della vita pubblica, da quella culturale alla politica, prese il nome di Ujamaa che in swahili significa “famiglia estesa”. 

Il Presidente sosteneva, infatti, che l’urbanizzazione, figlia del colonialismo, aveva influenzato negativamente la tradizionale società rurale africana ed ebbe come obiettivo primario, da perseguire con lui al potere, quello di ristabilire comunità agricole e tradizionali, per recuperare un approccio di rispetto reciproco e il ritorno a una vita stabile, ponendo il villaggio rurale come unità fondamentale della società e dell’economia del Paese. 

Il desiderio più forte di Nyerere era, infatti, quello di portare la Tanzania all’autosufficienza, posizionandola come esempio di socialismo africano in contrapposizione con il vicino stato del Kenya, che invece correva veloce verso la logica del capitalismo internazionale.

Julius Nyerere, oltre a essere stato il Primo presidente, fu un teorico del socialismo africano e la Tanzania sotto la guida ebbe appunto un impostazione socialista. Decise di ritirarsi in occasione delle elezioni presidenziali del 1985 ma continuò comunque a esercitare una forte influenza sulla vita politica tanzaniana fino alla sua morte, avvenuta nel 1999.

Oggi il Presidente della Tanzania è una donna, Samia Suluhu Hassan, esponente politico del Partito della Rivoluzione: ha sostituito il precedente presidente, John Magufuli, scomparso il 17 marzo 2021.

Nel prossimo e ultimo racconto della Tanzania avremo una testimonianza davvero speciale, che di questo straordinario Paese ci farà scoprire tante cose da ricordare.

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Simama è un programma di cooperazione internazionale a favore di bambini e adolescenti con disabilità che si ispira alla Riabilitazione su base comunitaria (CBR), nella regione di Mbeya, Tanzania. L’obiettivo principale è supportare bambini con disabilità e le loro famiglie attraverso la riabilitazione motoria e cognitiva, inclusione scolastica, supporto psicologico e formazione sulla disabilità.

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I bambini con disabilità vivono segregati in casa, privati di ogni diritto o discriminati in classi speciali. La lotta contro la loro esclusione sociale non può prescindere dalla riabilitazione medico-sanitaria. Abbiamo avviato un centro di riabilitazione provvisto di palestra, studi medici, uffici e aule per la formazione, per dare risposte concrete e qualificate ogni giorno.

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INUKA è un progetto di cooperazione internazionale a favore di bambini e adolescenti disabili che si ispira alla Riabilitazione su Base Comunitaria (RBC). abbiamo assicurato le cure riabilitative di oltre 2000 bambini e adulti con disabilità e sostenuto le loro famiglie attraverso programmi di microcredito e sostegno psicologico.

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