Nessuno resti indietro

Di Federica Castellana

In Tanzania il coronavirus ha contagiato qualche centinaia di persone e sin da subito nei nostri centri socio-riabilitativi sono state messe in atto le misure necessarie per fronteggiare l’epidemia. 

Sono stati organizzati incontri di formazione a tutte le famiglie e alle lavoratrici per la prevenzione del contagio e dopo la pausa pasquale i nostri Centri Simama CBR hanno riaperto i servizi garantendo mascherine e guanti agli operatori, predisponendo acqua e sapone all’entrata della stanza degli esercizi, e l’entrata controllata negli spazi comuni.

Come ogni mese la nostra psicologa ha telefonato a tutte le famiglie per ricordare gli impegni per le visite fisioterapiche, gli appuntamenti in ospedale e durante gli incontri giornalieri ha raccolto le difficoltà delle mamme che non riescono a venire al centro, riferendole poi all’assistente sociale che potrà così intervenire con supporti economici o visite e attività domiciliari.

Abbiamo poi deciso di incrementare il nostro servizio domiciliare in questo periodo dove la nostra presenza sul territorio come CBR (Community Based Rehabilitation) risulta ancora più importante. 

Sono state organizzate delle giornate di sensibilizzazione a domicilio, per quei bambini e quelle famiglie che non frequentano i centri Simama da un po’ di tempo e che non hanno partecipato all’incontro formativo riguardo il Coronavirus, e che vivono più lontani dai centri.

L’operatrice del centro di Uyole, Magrette, con Innocent, bambino affetto da Sindrome di Down, iscritto al programma Simama da 5 anni.

L’obiettivo, in questo momento particolare, è stato quello di informarsi sulla salute del bambino, ascoltare i genitori riguardo i problemi che impediscono di frequentare costantemente il centro, ma soprattutto parlare dell’importanza della riabilitazione e informare e formare sul Coronavirus, spiegando anche quali precauzioni sono state prese dai centri Simama CBR per assicurare il trattamento riabilitativo ai bambini. Quindi un doppio obiettivo di awareness che mira ad accrescere la consapevolezza delle mamme riguardo alla riabilitazione e riguardo alla prevenzione del Coronavirus.

Il terapista occupazionale ha accompagnato ogni operatrice del rispettivo centro così da poter informare al meglio i genitori e poter anche valutare il bambino.

La nonna di Bahati ha condiviso la sua difficoltà nel portare suo nipote sulle spalle, diventato troppo grande e pesante per lei. Il nostro staff ha deciso di valutare la possibilità di inserirlo nel programma delle visite domiciliari regolari. 

La mamma di Innocent ha perso la sua motivazione perché si aspettava più miglioramenti per il suo bambino. Questo ci fa capire quanto bisogna ancora lavorare per la formazione dei genitori, migliorare gli incontri di counselling (consulenza) dove i genitori possano condividere le proprie aspettative, e migliorare anche il dialogo con i terapisti.

Qualche genitore ha affermato di non frequentare il centro per il virus, non essendo informato adeguatamente ha preferito non andarci. Sicuramente non è l’unico motivo considerata l’assenza dai centri per molto tempo, ancora prima della comparsa del Covid 19; ma questo ci fa capire quanto i genitori siano restii a parlare e confidarsi, e accrescere la loro fiducia nel nostro programma, anche attraverso le visite domiciliari, resta un punto importante.

Fra questi bambini, Anderson, è stato trovato chiuso in casa, cosa che succede spesso da quanto ci dicono i suoi vicini di casa. La mamma è stata contattata telefonicamente e raggiunta la casa si sono affrontati diversi argomenti; per lui lo staff ha previsto delle altre visite per monitorare la situazione e cercare di comprendere le necessità della madre. 

Questi alcuni dei feedback ricevuti nelle tre giornate; ma in generale tutti i genitori sono stati contenti della visita, dell’attenzione, e anche delle informazioni ricevute. L’importanza della riabilitazione costante e della frequenza del centro socio-riabilitativo, ciò che si è fatto e si sta facendo per migliorare i servizi, e in questo periodo cosa si sta facendo per proteggersi dal Coronavirus pur continuando le nostre attività.

Il prossimo mese faremo una verifica di queste giornate per capire se questi bambini, e quelli seguiti nelle giornate degli special case (programma mensile di visita per quelle famiglie che non frequentano i centri socio-riabilitativi da almeno 3 mesi), siano ritornati a frequentare i centri, e capire anche se i nostri obiettivi sono stati raggiunti.

Joshua Obadia, iscritto al programma Simama da 4 anni, vive molto lontano dal centro, e le strade sterrate vicino casa rendono difficile raggiungere il centro con la sedia a rotelle.

Fai conoscere a tutti le nostre storie!

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su pinterest