Una palestra riabilitativa per i bambini e le bambine con disabilità a Dar Es Salaam

Progetto terminato

29/09/2020

L’obiettivo del progetto era quello di dotare il Centro di Riabilitazione Kila Siku A.Verna, di un’ulteriore palestra riabilitativa destinata a bambine, bambini e adolescenti con disabilità e con enormi difficoltà economiche.

Un percorso nato a Novembre del 2018.

Era in corso la costruzione del Centro; si erano infatti completate tutte le fasi di innalzamento delle mura e della struttura in legno del tetto. Nonostante il neo centro non fosse completato, già 350 bambini disabili erano seguiti e assistiti dagli operatori nel dispensario della Congregazione delle Suore di Ivrea, adiacente al Centro in costruzione.

Sono le innumerevoli richieste di assistenza ricevute da parte delle mamme di Dar Es Salaam che ci suggeriscono di costruire una seconda palestra: questo avrebbe garantito assistenza a molti più bambini disabili della zona.

Da qui, la Campagna di Natale del 2018, promossa da Comunità Solidali nel Mondo Onlus e sostenuta dai nostri sostenitori che come noi, hanno creduto nell’importanza di dotare il Centro A.Verna – Kila Siku di questa palestra.

A Maggio del 2019 inoltre, grazie al supporto del nostro partner Gondwana – Associazione di Cooperazione e Diplomazia Popolare, la Regione Trentino Alto Adige finanzia i 2/3 del costo totale del progetto.

La palestra è oggi completata, equipaggiata e funzionante. L’azione si inserisce all’interno di un più vasto e complesso intervento di servizi di riabilitazione e di percorsi di inclusione integrale (scolastica, lavorativa e sociale), avviato nel 2017 nel quartiere Kawe di Dar Es Salaam e a partire dal 2007 nella zona sud-ovest della Tanzania.

Nello specifico i servizi offerti dalla palestra sono erogati in una logica multidimensionale basata sulla metodologia CBR (Riabilitazione su Base Comunitaria); interesseranno non solo gli aspetti sanitari ma anche quelli relazionali e sociali della persona e del suo ambiente.

La disabilità viene così affrontata come il risultato di una complessa interazione tra limitazioni funzionali/strutturali del soggetto e vincoli ambientali e la piena partecipazione del bambino all’interno di un contesto sociale.

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