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Mikono Yetu - Le nostre mani

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"Mama Tula era solita accompagnare sua figlia in centri per disabili a Wanging’ombe, sud Tanzania, e aspettare lì ore senza far nulla, fin quando le attività per i ragazzi non terminavano. Qui, in una delle regioni più povere del paese, l’economia locale è fatta di agricoltura e poco altro. Si dipende dalle stagioni, dal tempo, dalla terra. E avere un figlio disabile da accudire vuol dire, per Mama Tula come per moltissimi altri, non potersi dedicare a tempo pieno ai campi e avere quindi un sostentamento scarso, spesso insufficiente."

E’ così che, unendo l’esigenza di incrementare fonti di sostentamento e la possibilità di sfruttare quelle ore di attesa, è nata Mikono Yetu (in kiswahili ‘le nostre mani’), una cooperativa informale di genitori di disabili e disabili adulti che realizza, per rivenderli, piccoli prodotti di artigianato. Hanno iniziato in un centro nel 2010, piano piano, pole pole come si dice qui, venendo formati e formandosi reciprocamente fino a raggiungere oggi la piena autonomia in tre centri differenti.
Ci si riunisce per lavorare una o due volte a settimana, impiegando il tempo prima destinato all’attesa dei ragazzi impegnati nei centri, creando e realizzando oggetti di artigianato, ricevendo materiali necessari e condividendo tecniche, know-how, competenze e difficoltà, incrementando così di volta in volta la qualità dei prodotti.
Questi vengono quindi venduti presso la sede del progetto di Wanging’ombe, in alcuni dei circuiti turistici della Tanzania e in Italia, attraverso il sostegno della sede locale.
Mikono Yetu, oltre a permettere la creazione di oggetti, rappresenta una piattaforma di incontro importantissima per persone con difficoltà comuni e con, spesso, grandi problematicità nel condividerle o esternarle a terzi.
Offre l’opportunità di creare gruppo, comunità, di condividere le difficoltà che la disabilità porta con sé in un paese in cui essa viene percepita come punizione divina e pertanto una colpa da nascondere, di non sentirsi solo…di non essere solo!
Mikono Yetu è una cooperativa in continua crescita: l’obiettivo è di estendere l’opportunità ai genitori di tutti e sei i centri Inuka, riuscendo a garantire incomes consistenti per le famiglie, implementandone molto le condizioni di vita, e contribuendo anche in parte ai costi del progetto, attraverso un importantissimo percorso di responsabilizzazione.
Crediamo infatti sia componente fondamentale che i genitori e i disabili che possono, siano compartecipi e corresponsabili rispetto alle attività del progetto del quale i loro figli o loro stessi sono beneficiari e protagonisti, e che se ne facciano in parte carico.
Questo prevede la partecipazione della cooperativa anche al lavoro dei campi di Inuka.
Con il ricavato attraverso il confronto e le decisioni di tutti si decide come aiutare e implementare il progetto sono gli stessi genitori, che, all’interno delle voci di spesa previste decidono come ripartire i guadagni ottenuti dai campi e a cosa dare priorità.
Mikono Yetu diventa così strumento operativo di trasformazione sociale della realtà, mezzo di riduzione della povertà, opportunità di crescita per individui, famiglie, comunità e per il progetto stesso; testimonianza diretta e lampante di come le cooperative, e gli uomini che le costituiscono, contribuiscano a creare un mondo un po’ più equo.

Sostegno a distanza

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