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Kila Siku: Ogni giorno e anche di più...


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Junia, 6 anni
, attende all’aperto seduta su un divano il fisioterapista che arriva due volte a settimana per la terapia domiciliare. É sola in casa: la mamma non c’è più perchè è scappata poco dopo che ha scoperto la sua disabilità; il papà si arrangia con piccoli lavoretti e la nonna gestisce un piccolo negozio di frutta e verdura. É affidata alle cure dei cuginetti che, quando possono, le fanno compagnia.
É una dei 110 bambini con disabilità di cui si è fatta carico l’equipe del nostro centro “Kila Siku - Ogni giorno” nel quartiere di Kawe a Dar Es Salaam da quando - ad agosto del 2017 - ha iniziato la sua attività. L’equipe formata da fisioterapisti psicologi, assistente sociale e 10 operatori di base, opera nel quartiere della metropoli di Dar attraverso un servizio domiciliare e un centro diurno aperto nei locali del dispensario delle Suore di Ivrea che saranno le future responsabili di tutto il centro. Il locale è provvisorio, e ad oggi è frequentato da circa 30 bambini durante la settimana, in vista della costruzione della palestra e dei locali appositi che sarà completata nel mese di agosto 2018.

Nella giornata del 12 dicembre 2017, in occasione della missione del presidente di Comunità Solidali nel Mondo Michelangelo Chiurchiù è stato organizzato un incontro di sensibilizzazione con lo staff e i genitori.
All'incontro hanno partecipato 12 genitori che sono stati invitati a raccontare la propria storia ed a sottolineare qual è, tra le varie componenti della matrice RBC, quella che colpisce maggiormente la loro vita nella comunità. Tra le varie testimonianze, quella di Fausta, la mamma di una bambina disabile: “Nakaa Kawe, kabla nilikuwa naenda hospitalini mjini kwa mazoezi, nilikuwa natumia 20,000 kwa usafiri tu. Sasa huduma iko jirani na nyumbani”, trad: "Vivo a Kawe, prima dell’avvio delle attività a Kawe portavo mio figlio in un ospedale in centro città per la terapia, spendevo circa 20,000 scellini per il trasporto, ora invece il servizio è disponibile nel quartiere in cui vivo".

Tula, un’altra mamma: “Mwanangu ana miaka 13, siwezi kumbeba hadi hospitalini kwenye mazoezi kwa sababu ya uzito wake na kwa sababu ya gharama ya usafiri. Sasa wahudumu wanakuja mara tatu kwa wiki kumfanyia nyumbani” trad: "Mio figlio ha tredici anni, non mi è più possibile trasportarlo in ospedale per la terapia, sia per i costi che per il suo peso. Gli operatori di Kila Siku vengono tre volte alla settimana per svolgere la fisioterapia a casa”.

IMG_1202.jpgCommovente anche la testimonianza di Peter il papà di Vanessa, una ragazza di 15 anni con ritardo mentale, che vive sola con lui. La madre ha abbandonato la famiglia subito dopo il parto. Peter ha raccontato, nei minimi dettagli, il cambiamento della loro vita da quando lo staff del centro si reca nella loro casa per le visite domiciliari, i progressi di sua figlia nella gestione ordinaria delle mansioni domestiche e la grande speranza che lui nutre perchè Vanessa, finalmente, possa costruirsi una vita indipendentemente.

La costruzione va avanti anche se inaspettatamente, dicembre è stato un mese di forti piogge. Questa variabile meteorologica ha influito sull’avanzamento dei lavori delle fondamenta perché non si può certamente gettare cemento negli scavi pieni d’acqua. In ogni caso, con grande sforzo e organizzando anche turni notturni, il quadro cronologico delle costruzioni dimostra una coerenza temporale con i lavori in esecuzione.

                                                             Contiamo di terminare la costruzione nell'agosto del 2018.
                                  Grazie dunque a tutti gli amici che sostengono il nostro progetto e il nostro sogno.

                 
                          Questo progetto è cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
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