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A cosa può servire una scuola agricola: il progetto Shamba


DSC_0192.jpgL’agricoltura è l’attività economica prevalente in Tanzania. A Njombe dove siamo operativi da anni, moltissime sono le famiglie che si sostentano proprio grazie al lavoro della terra. Ma le tecniche tradizionali utilizzate procurano raccolti spesso troppo magri per sfamare tutti. Così molti giovani abbandonano le campagne e vanno a cercare fortuna nelle grandi città. Dar Es Salaam, ad esempio, continua a crescere incredibilmente anche se non può offrire lavoro ai molti che arrivano da tutte le regioni rurali del Paese.

I governi hanno tentato di invertire questa tendenza, adottando politiche per legare i ragazzi alle loro terre d’origine, ma hanno sostanzialmente fallito. I giovani se ne vanno perché la resa agricola è estremamente bassa. Ed è su questo che bisognerebbe intervenire. Per arginare l’incredibile urbanizzazione servirebbero innanzitutto dei metodi per migliorare la lavorazione degli Shamba, i piccoli campi familiari su sui è fondata l’economia rurale tanzaniana. Per questo nel 2013 ci venne l’idea di costruire una scuola agricola!

Grazie al sostegno di monsignor Maluma - vescovo di Njombe - e al finanziamento della C.E.I. riuscimmo a portare avanti il progetto e, a luglio, venne il primo ministro Pinda a inaugurare il cantiere. In pochi mesi di lavoro furono completati sia l'ostello, per gli alunni, sia l’edificio, dove si sarebbero poi svolte le lezioni. 
Dopo aver risolto anche il problema di chi, come docente, avrebbe curato la formazione degli iscritti, furono individuate in Padre Evodius, un fidato parroco tanzaniano appartenente alla Diocesi di Njombe, le caratteristiche idonee a gestire il programma.Per prima cosa, attraverso il passaparola e l’affissione di manifesti nei villaggi di Wanging’ombe, Ilembula e Mayale – dov’è la scuola – fu lui a mettere insieme più di cinquanta persone interessate al progetto.

Studenti_con_certificato.jpgPartì così il primo ciclo di attività. I primi 2 corsi  sull’allevamento (di pollame e bovini) e i 2 sulla coltivazione  (di mais e girasole) andarono molto bene e ci spinsero a proseguire. Dai primi brevi corsi settimanali, frequentati da contadini di ogni genere – uomini, donne, giovani e adulti – si passò presto ai corsi annuali.

Oggi sono regolarmente attivi programmi triennali, frequentati da ragazze e ragazzi tra i 18 e i 20 anni. Oltre al titolo, i giovani ricevono seminativi e concimi di alta qualità da utilizzare nei loro campi. Inoltre il consorzio agricolo consente di pianificare strategie per la vendita dei prodotti. La maggior parte dei girasoli raccolti  serve, ad esempio, a garantire al frantoio sociale di Wanging’Ombe la produzione di olio di alta qualità.


Stiamo finalmente riuscendo a garantire a queste popolazioni un futuro diverso.


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