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I centri socio-riabilitativi


Rapporti con i villaggi

Art. 26 [...] Every health facility, public or private shall […] make available basic facilities essential for health and rehabilitation services […].
Art. 26 […] Ogni struttura sanitaria, pubblica o privata deve [...] mettere a disposizione servizi di base essenziali per i servizi sanitari e di riabilitazione […].

Dalla legge “THE PERSONS WITH DISABILITIES ACT – 2010”

web.jpegParte integrante della nostra strategia è l’attivazione dei Centri socio-riabilitativi.
Il fatto stesso che utilizziamo il modello di Riabilitazione su Base Comunitaria, ci impone di avvicinare le popolazioni dei villaggi. Per coinvolgere realmente gli abitanti, è indispensabile stare loro molto vicino.
I disabili, in particolare, hanno bisogno di essere seguiti quotidianamente, anche quando non sono in grado di andare tutti a Wanging’Ombe, nel centro principale.

Sono così nati, per nostra iniziativa, 10 “centri-satellite”, sparsi per Njombe, che assicurano ai disabili trattamenti di riabilitazione costante. In questi spazi è sempre possibile trovare almeno due figure professionali da noi formate, che seguono i nostri “pazienti”.
Ogni giorno un gruppo di – dieci/quindici – bambini viene assistito negli esercizi che vengono portati avanti secondo la metodica di Inuka Southern Highlands CBR. Queste attività sono finalizzate a recuperare la massima autonomia possibile dei bambini disabili, consentendo loro di essere meglio inseriti nella vita del villaggio.
I centri diurni, di cui parliamo, hanno quindi il compito di attuare quei piani personali che i medici, i fisioterapisti e il personale sanitario specializzato hanno già assegnato ad ogni paziente, durante le tre settimane di permanenza all’anno a Inuka. Il contatto tra le strutture garantisce così che l’andamento di ogni percorso riabilitativo sia sempre monitorato. Inoltre in questi spazi si lavora anche con le famiglie, che nel centro hanno ormai trovato una seconda casa. Infine cerchiamo di sviluppare l’integrazione: ai più giovani disabili vengono fornite tutte le informazioni e quell’educazione di base che gli consentirà di essere inseriti nelle scuole, mentre ai più grandi si insegnano, ove possibile, quei lavoretti che li faciliteranno nei rapporti con le comunità.

web2.jpgQuesti centri hanno sedi che in passato erano o luoghi abbandonati o piccoli ritrovi di aggregazione. Oggi testimoniano il grande successo della collaborazione tra Comunità Solidali e le popolazioni locali.
Nella nostra filosofia il solo aiuto ai villaggi non ha significato se non come cavia di un’esperienza che i villaggi stessi devono essere capaci di portare avanti da soli. Sappiamo bene di essere solo ospiti, che camminano sempre al fianco della gente, mai davanti.

Possiamo dire che i piccoli centri ubicati nei villaggi sono fondamentali oltre che per la riabilitazione fisica, anche per sviluppare quell’integrazione, fondamentale nella vita del disabile, che il “Disability Act” definisce in questo modo: “Integrazione significa un livello elevato di coinvolgimento e di accettazione della persona con disabilità nella Comunità.




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