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Inaugurato
il centro di aggregazione
sociale
per bambini disabili in
Tanzania
con il contributo dei giovani in servizio civile del CESC-Project"
"BETHZATHA" Wanging'ombe - 24 APRILE 2009
Michelangelo Chiurchiù Presidente del Cesc-Project
1. Perchè uno mzungu (un bianco) sta qui con voi? Non per distribuire soldi... Abbiamo una esperienza e una sensibilità che vogliamo condividere. Ma soprattutto perchè vogliamo fare insieme, dare insieme una risposta ai problemi dei più poveri. Perchè i poveri sono poveri in tutto il mondo.
2. Che cosa abbiamo fatto quest'anno tra voi e con voi? Quando don Tarcisio ci ha chiesto una mano per dare una risposta ai problemi dei bambini disabili, abbiamo detto: sì, siamo pronti! Abbiamo cominciato a visitare le vostre famiglie dove c'erano disabili nei villagi di Wanging'ombe, Utiga, Lyadebwe. Abbiamo visto che questi bambini erano abbandonati, erano soli, non potevano andare a scuola. E allora, con l'aiuto del vostro capovillaggio abbiamo utilizzato l'ex tabacchificio e abbiamo cominciato a far venire i bambini con le mamme. E' stato stupendo! I bambini hanno cominciato a socializzare, a giocare insieme, a uscire dalla solitudine. E anche le mamme hanno cominciato a parlare tra loro, hanno cominciato a capire che non vivevano da sole la loro sofferenza! E poi a gennaio il primo miracolo: Anisa è andata a scuola! Anisa ha le sue difficoltà! Ma con il nostro e il vostro aiuto ha cominciato a vivere una vita come tutti i bambini! Quando a Roma in Italia abbiamo saputo che Anisa era andata a scuola per la prima volta abbiamo fatto festa! Poi abbiamo anche a costruire un nuovo centro perchè questa fosse la casa dei nostri e dei vostri bambini! Eccola qua!
3. Perchè il centro Bethzatha? Per ridare dignità ai bambini disabili. Non è giusto che i bambini disabili rimangano soli a casa tutto il giorno! Non è giusto che i bambini disabili non frequentino la scuola! Non è giusto che i bambini disabili non abbiano la loro massima autonomia possibile. Ridare dignità a questi bambini significa dare loro la possibilità di frequentare la scuola, stare con altri bambini, fare una piena integrazione nel villaggio.
Per sostenere le famiglie che non devono restare sole Tutti devono sentire la responsabilità di ridare dignità ai bambini disabili e alle loro famiglie.
4. Il Centro Bethzatha è per tutti. Oggi abbiamo voluto invitare tutti, perchè il centro è veramente per tutti senza distinzione di religione, di sesso, di razza! Ma vorremmo sottolineare che questo è stato possibile perchè c'è stata una forte collaborazione con la Chiesa locale, con i catechisti, con il parroco, con il consiglio Pastorale. E' bello pensare a una Chiesa amica dei poveri. Questo centro è per tutti ma le autorità civili devono fare la loro parte! Ognuno deve fare la sua parte: la scuola, i politici, i villaggi. Questi bambini devono veramente essere i figli di tutti perchè abbiano la loro dignità!
5. Il futuro Noi abbiamo progettato, se siete d'accordo, un centro di riabilitazione. Un centro di riabilitazione che raccolga i bisogni dei ragazzi disabili di tutta la Regione di Iringa. Un centro dove sia possibile fare riabilitazione dopo una operazione chirurgica, un centro che serva anche per coordinare gli interventi con operatori che sostengono le famiglie che vivono nei villaggi lontani e che non possono raggiungere il centro di Wanging'ombe. Noi italiani daremo il nostro contributo. Ma è necessario che il contributo venga anche dai Villaggi, dalla Parrocchia, dalla Diocesi, e dallo Stato. Perchè i bambini disabili riacquistino la loro dignità.
GRAZIE Vorrei ringraziare le autorità presenti: le autorità del villaggio e del Distretto di Njombe, il parroco, il vescovo Maluma con cui collaboriamo da molto tempo; Vorrei ringraziare il governo del villaggio, quelli che hanno donato il terreno. Poi vorrei ringraziare queli che hanno lavorato per questo progetto del centro Bethzatha: i ragazzi del servizio civile - Francesco Saverio, Francesco, Daniela, Francesca, coordinati da Stefano che ha svolto qui tra voi il servizio civile 3 anni fa. Grazie al nostro giovane architetto Ignazio e la squadra degli operai che hanno lavorato sotto la sua guida; grazie a Simona - la volontaria italiana e Pascalina che sono state fedeli a questo impegno e che lo saranno in futuro. Grazie infine alle mamme dei bambini ai genitori di questi bambini che hanno avuto fiducia in noi e che spero sentano il nostro affetto. Grazie infine ai bambini che ci hanno fatto capire che questo lavoro non è inutile e che ci invitano a dire due parole belle e importanti nella vostra bellissima lingua: twende pamoja - andiamo avanti insieme!
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